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Scarpe, bottiglie di vetro e plastica, sacchetti di McDonald’s, gratta e vinci e pannolini come biglietto da visita. Spazzatura anche alle piazzole dei bus che portano fuori città
La moderna struttura della stazione Tiburtina contrasta nettamente con lo stato del piazzale principale nel quale i passeggeri vengono accolti in città. Qui rifiuti di qualunque genere fanno da biglietto da visita: scarpe, bottiglie di vetro e plastica, sacchetti di McDonald’s, gratta e vinci e pannolini. C’è di tutto.
Il cesto di una bicicletta e un passeggino abbandonato fungono da pattumiere. La forte puzza di urina, i cui relativi fiumiciattoli disegnano la nuova pavimentazione del marciapiede del piazzale della stazione Tiburtina, insieme a mascherine e cartacce, si alza al ritmo del timido vento di fine agosto. Tra la fermata Atac e l’autostazione Tibus la spazzatura sembra un concime artificiale nelle aiuole degli alberi. «Io abito qui da anni e prendo l’autobus per raggiungere la casa di mia figlia - racconta Viola Magi, 85 anni -. Hanno tolto la tangenziale: è bello, ma si vede di tutto. Poco tempo fa lì dietro dove passa il 649 un signore faceva la cacca in piedi, in pieno giorno. E nessuno fa niente».
Più avanti, verso via Pietro l’Eremita e largo Mazzoni, proprio dietro la sede Ama di quartiere, i rifiuti cercano di mimetizzarsi tra le foglie gialle e le macchine parcheggiate, dove una comunità di senza fissa dimora ha creato un salotto a cielo aperto usando poltrone abbandonate troppo a lungo per strada. Pasquale, un ragazzo arrivato a Roma dalla Calabria con la sua amica Alessandra, passeggia e prende la fotocamera per immortalare la situazione: «Così non me l’aspettavo...». Paolo Verducci, 40 anni, sta tornando invece nella sua Firenze: «Non mi stupisce. Sono stato a Fontana di Trevi, il posto più bello del mondo, un gioiellino, dovresti pagare per starci. Ma c’era sporcizia ovunque, come si fa? Quindi non mi stupisco che la zona della stazione ferroviaria sia così sporca».
Dall’Ama un operatore risponde dicendo che personalmente non sapeva nulla ma invierà subito una segnalazione. «C’è molta immondizia vicino alla fermata dei pullman: è terribile – ribadisce Antonella Amendola, 70 anni, mentre aspetta che sua sorella la passi a prendere -. Io viaggio spesso e conosco bene questa zona. Sembra una grande cattedrale del Sud: tutto moderno, un bel design, ma il viaggiatore vuole sicurezza. Quella è la cosa fondamentale. Poi ora è giorno, ma la sera...». Giorgia si occupa invece del decoro della stazione che, a differenza dell’esterno, è pulita: «Io posso lavorare solo nelle zone di mia competenza. Sono stata anche richiamata dai superiori perché ho levato una bottiglia per strada: deformazione professionale. Ma gli operatori dell’Ama purtroppo non si vedono spesso».
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